Cari compagni e amici,

questa è una poesia del poeta e drammaturgo comunista spagnolo Miguel Hernández. Amato in patria, ma di fatto sconosciuto in Italia, Hernández muore in una prigione franchista nel marzo del 1942, a soli 31 anni. Apprezzata in particolare da Neruda, la sua opera esprime, con aspro vigore lirico, profonda testimonianza sociale e un forte sentimento della dignità umana. 

  

 

VENTO DEL POPOLO

 

Ancora voglion macchiare

la mia patria di sangue operaio

quelli che parlan di libertà

ed hanno le mani nere.

Quelli che voglion dividere

la madre dai propri figli

e voglion ricostruire

la croce portata da Cristo.

 

Voglion nascondere l'infamia

che hanno addosso da secoli,

però il colore di assassini

non lo cancelleranno dalla faccia.

E già son stati a migliaia

quelli che hanno dato il sangue

e in torrenti impetuosi

hanno moltiplicato i pani.

 

Adesso voglio vivere

insieme a mio figlio e mio fratello

la primavera che tutti

costruiamo giorno per giorno.

Non mi spaventano le minacce,

padroni della miseria:

la stella della speranza

continuerà ad esser nostra.

 

I venti del popolo mi chiamano,

i venti del popolo mi spingono,

mi strappano il cuore a pezzi,

si avventano alla mia gola.

Così canterà il poeta

quando la morte mi porterà

per i sentieri del popolo

da adesso, e per sempre.

 

                                 Miguel Hernández



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